Dall’assemblea al Comune un confronto sulle disabilità che chiama in causa programmazione, partecipazione e qualità delle decisioni pubbliche
Un’assemblea che ha scelto il linguaggio della concretezza e della responsabilità istituzionale quella promossa da PugliAccessibile negli spazi del Comune di Bari, dove il tema dell’accessibilità è stato affrontato come questione strutturale di governo e non come ambito specialistico o emergenziale. Un confronto che ha messo in evidenza la necessità di superare approcci frammentari, per restituire centralità ai diritti e alla piena cittadinanza delle persone con disabilità.
Nel corso dei lavori è stato ribadito come l’accessibilità non possa essere demandata alla buona volontà dei singoli uffici o affidata a interventi sporadici. «Parlare di inclusione significa interrogarsi su come vengono prese le decisioni, su chi partecipa ai processi e su quali priorità vengono fissate», è stato evidenziato, richiamando il ruolo della pubblica amministrazione nella costruzione di politiche coerenti e continuative.
Uno dei nodi centrali del dibattito ha riguardato la distanza tra norme, piani e realtà quotidiana. «Le leggi esistono, ma senza una reale assunzione di responsabilità rischiano di restare lettera morta», è stato sottolineato, rimarcando come l’assenza di una visione sistemica produca città poco fruibili, servizi disomogenei e una sostanziale esclusione di una parte significativa della popolazione.
Particolare attenzione è stata posta sul tema della progettazione. «L’accessibilità deve entrare prima, non dopo», è stato affermato, indicando nella fase di pianificazione urbana, nella mobilità e nella digitalizzazione dei servizi i punti nei quali si misura la qualità dell’azione pubblica. Un’impostazione che, secondo quanto emerso, consente di evitare soluzioni tampone e di generare benefici estesi all’intera collettività.
Nel confronto è stato più volte richiamato anche il rapporto tra competenze tecniche e indirizzo politico. «La tecnica senza una visione politica chiara resta inefficace», è stato osservato, evidenziando come l’accessibilità richieda scelte nette, capaci di orientare uffici, risorse e priorità amministrative. In questo senso, il tema è stato letto come indicatore della maturità istituzionale di un territorio.
Ampio spazio è stato dedicato al percorso di PugliAccessibile, nato dall’analisi delle criticità del turismo accessibile in Puglia e progressivamente evolutosi in un soggetto di proposta e interlocuzione. «Non basta promuovere un territorio come accogliente se poi non è realmente praticabile», è stato ricordato, sottolineando la contraddizione tra narrazione e vissuto quotidiano delle persone con disabilità.
L’assemblea ha rappresentato anche un passaggio formale importante, con l’avvio dell’iter per l’approvazione dello statuto e il percorso verso l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. «Rafforzare la struttura associativa significa poter dialogare in modo più efficace con le istituzioni», è stato evidenziato, indicando il RUNTS come strumento di riconoscimento e consolidamento.
Nel dibattito è emersa infine con forza la questione della partecipazione. «Le politiche pubbliche funzionano solo se nascono dall’ascolto dei bisogni reali», è stato ribadito, richiamando la necessità di tavoli permanenti e percorsi di coprogettazione che superino il mero coinvolgimento formale.
La chiusura dei lavori ha restituito una visione chiara: l’accessibilità non è un tema di nicchia, ma una cartina di tornasole della qualità democratica e amministrativa. Un impegno che, secondo quanto emerso dall’assemblea, richiede continuità, coerenza e la capacità di trasformare i diritti in politiche pubbliche misurabili e durature.







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