Siamo alla fine di questo 2025 e l'aria che tira nei corridoi che contano della televisione italiana appare pesante, quasi irrespirabile. Se fino a qualche mese fa si sarebbe potuto derubricare il tutto alla voce "gossip" o alle solite intemperanze di Fabrizio Corona, gli eventi di questo dicembre sembrerebbero aver spazzato via ogni dubbio. Non saremmo di fronte a una semplice baruffa tra vip, ma a quella che appare come l'esplosione di un sistema. Quello che starebbe accadendo non sarebbe un semplice incidente di percorso per un conduttore di punta; potrebbe trattarsi dell'apertura di un vaso di Pandora capace di inghiottire decenni di storia televisiva commerciale.
L'innesco: non più solo voci, ma fascicoli in Procura
Il punto di non ritorno, come dettagliato dalle cronache recenti, ha una data precisa: fine dicembre 2025. La Procura di Milano si troverebbe tra le mani materiale scottante. Non si tratterebbe più solo di indiscrezioni, ma di prove depositate. L'accelerazione impressa dai legali di Antonio Medugno proprio alla Vigilia di Natale, con la presentazione di "ulteriori profili" e prove conservate per anni, avrebbe indotto i PM a valutare l'apertura di un'indagine formale contro Alfonso Signorini per ipotesi di reato che andrebbero dalla violenza sessuale all'estorsione. A questo si aggiungerebbe la possibile seconda querela di Gianluca Costantino, relativa a episodi che risalirebbero al 2022. Saremmo ormai oltre la cronaca rosa, in piena cronaca giudiziaria. Signorini, dal canto suo, starebbe tentando il contropiede accusando Corona di gestire una presunta agenzia parallela per ingressi a pagamento nel reality: la sensazione, tuttavia, è quella di chi cerchi di svuotare il mare con un cucchiaino mentre la diga sta cedendo.
Il Fenomeno: l'attacco al "Sistema", non al singolo
Ma è leggendo tra le righe degli eventi di questi giorni che si comprenderebbe la vera portata del fenomeno. Fabrizio Corona sembrerebbe aver cambiato strategia: non starebbe più puntando il dito contro un singolo nemico, ma contro l'intera infrastruttura di potere di Cologno Monzese. La vera "bomba" sganciata da Corona non riguarderebbe solo le posizioni di Signorini, ma i nomi fatti successivamente: Maria De Filippi e Gerry Scotti. Quando Corona dice testualmente: "Le letterine di passaparola se le è passate tutte. Quando dico tutte, dico tutte", e promette rivelazioni sulla "regina indiscussa di Mediaset", il messaggio sembrerebbe chiaro: nessuno sarebbe al sicuro. Il fenomeno che parrebbe emergere è il tentativo di dimostrare che il presunto sistema di scambi, favori e pressioni non sarebbe un'anomalia legata a un singolo programma, ma un possibile modus operandi strutturale, radicato nei casting e nella gestione del potere. L'obiettivo di Corona sembrerebbe quello di scuotere il castello dalle fondamenta.
Le crepe nel palazzo: tra ricatto e "Deep State"
In questo scenario, la discussione si sposta su un piano molto più profondo del pettegolezzo. Come evidenziato nel servizio di "Un'altra Storia" del 31 dicembre — di cui riportiamo l'integrale in calce — l'analisi dei commentatori delinea un parallelismo inquietante con il caso Epstein americano. Durante la diretta condotta da Paola, con Lamberto Rimondini e Cosimo Massaro, è emersa l'ipotesi di un sistema di potere che si baserebbe sul ricatto e sui vizi privati come collante. Si tratterebbe di smontare un caso che starebbe facendo tremare i vertici: meccanismi mediatici e narrazioni costruite che, secondo queste analisi, non avrebbero mai dovuto diventare pubbliche. Il silenzio di Pier Silvio Berlusconi e l’esposizione di Marina Berlusconi a favore di Signorini vengono letti dai commentatori come mosse strategiche o, forse, come il segno che il conduttore potrebbe detenere leve di pressione capaci di arrivare ai vertici della finanza e della politica.
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Lo studio televisivo "fantasma"
L'atmosfera che si respira oggi somiglia a quella di uno studio televisivo dismesso, cupo, dove le luci della ribalta si sono spente lasciando spazio alle ombre di un sistema che parrebbe crollare sotto il peso delle proprie contraddizioni. Un set vuoto dove i sussurri del passato diventano urla giudiziarie.
Lo scenario finale: giustizia o terremoto controllato?
A conti fatti, la sensazione è quella di una televisione italiana che si guarda allo specchio scoprendo un'immagine deformata. Fabrizio Corona, pur con le indagini a suo carico (come il fascicolo per revenge porn), parrebbe essere riuscito a trasformare la sua visibilità in un'arma capace di colpire il sistema dove è più fragile. Il "Sistema Signorini" non sarebbe più solo un'ipotesi da social, ma un fascicolo al vaglio dei magistrati. Come sottolineato da Rimondini e Massaro, il vaso di Pandora è rotto: rimettere dentro i presunti "demoni" — tra casting opachi e ricatti — appare ormai un'impresa impossibile. La domanda a fine 2025 non è più se il sistema cambierà, ma quante macerie lascerà questo terremoto. Sarà una vera pulizia o vedremo il sacrificio di un capro espiatorio per salvare i "piani alti"?
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