C’è un momento preciso in cui smetti di guardare il telegiornale come se fosse informazione e inizi a vederlo per quello che è: un rumore di fondo per distrarti mentre i "grandi" spostano i mobili di casa nostra. Non è complottismo da tastiera, è l’evidenza dei fatti che bussa alla porta. Se proviamo a unire i puntini, lo scenario che emerge non è quello di un caos improvviso, ma di una geometria fin troppo precisa.
È qui che entra in gioco l’interpretazione condivisa di Morris San (disponibile su
Il Grande Tabellone: Tre Padroni per un Pianeta
Mentre noi discutiamo di spread o polemiche social, il mondo sembra essere stato spartito su un tavolo di mogano, lontano da occhi indiscreti. La logica è quella delle sfere di influenza, un ritorno a un feudalesimo globale dove ognuno ha il suo "giardinetto":
- La Cina si è presa l’Africa e il mondo arabo con il cemento e il debito. Le immense "città fantasma" costruite nel nulla africano sono cattedrali pronte per un trapianto sociale senza precedenti: popolazioni usate come pedine da spostare quando l'ordine globale cambierà forma.
- Gli Stati Uniti si stanno chiudendo nel loro fortino: le Americhe. Il consolidamento di un impero che si riorganizza per sopravvivere.
- La Russia ha messo il mirino sull’Europa, approfittando di un continente che ha dimenticato cosa significhi essere autonomi.
La Groenlandia: Il forziere che scotta
C’è un confine invisibile, tracciato sui ghiacci della Groenlandia, che separa la realtà che ci raccontano dalla partita a scacchi geopolitica. Mentre l'attenzione pubblica viene dirottata su nemici costruiti a tavolino, il Segretario alla Difesa USA Hegseth ha già messo le carte in tavola fin dallo scorso anno: i piani per l'invasione della Groenlandia sono pronti.
La fissazione di Trump per l'isola non è un capriccio. La Groenlandia è il forziere del futuro, pieno di terre rare, litio e rotte navali che valgono trilioni. Per gli USA è una necessità strategica; per noi è l'ennesima spoliazione di un territorio europeo.
Il "Pizzo" Militare e l'Europa nuda
Siamo il tassello più fragile. Abbiamo vissuto per decenni sotto l'ombrello americano, delegando difesa ed energia. Ora che quell'ombrello si sta chiudendo, ci ritroviamo nudi. Come sottolinea Kadmo Giorgio Pagano su
L'aumento delle spese militari al 5% del PIL è il "pizzo" che Washington ha imposto ai suoi alleati. Ricordiamo con amarezza come i leader europei siano corsi al vertice NATO di aprile 2025 per firmare quegli assegni in bianco che oggi, nel 2026, ci stanno svuotando di ogni sovranità. È stata una cessione di controllo totale: oggi voliamo su jet americani (F-35) che possono essere "spenti" da remoto e dipendiamo da un sistema GPS che il Pentagono può oscurare a suo piacimento.
L'Occupazione delle Menti
La visione di Morris San si fonde qui con l'allarme di Kadmo: non siamo alleati, siamo un protettorato. L'occupazione delle menti, iniziata nel 1967 con le operazioni culturali della CIA, è completata. Oggi il soggetto opera nella direzione richiesta dagli USA credendo che sia nel proprio interesse. È la forma più pura di colonizzazione.
La Strategia dell'Uscita: Meno Possesso, Più Indipendenza
Quindi, che si fa? Morris San su
- Terra fertile e acqua pulita.
- Autosufficienza, per non dipendere da una catena di montaggio globale interrompibile con un click.
- Comunità umane che si guardano in faccia.
A livello politico, la soluzione di Kadmo su
- La Federazione Elvetica: per ritrovare il metodo della neutralità e del patto federativo dal basso.
- La Federazione Russa: il "ventricolo sinistro" del nostro cuore culturale. Un territorio immenso che raddoppia quello statunitense e che permetterebbe all'Europa l'accesso immediato ai BRICS.
Decolonizzare il Futuro
Spostare il baricentro dal "Far West" al "Far East" russo-europeo significa smettere di essere utenti delle multinazionali americane per tornare a essere produttori di storia. Come indicato nel saggio Hind Swaraj di Gandhi, l'indipendenza deve essere prima di tutto mentale.
Il futuro non apparterrà a chi ha il conto in banca più gonfio (numeri destinati a svanire quando salterà la corrente), ma a chi saprà vivere con meno legami possibili con il sistema. La domanda finale è brutale: quando le maschere cadranno, sarai ancora un ingranaggio della macchina o avrai già imparato a coltivare il tuo giardino?
- Morris San: https://numero6.org/
- Kadmo Giorgio Pagano: https://kadmo.art/
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