L’iniziativa, raccontata da Idea News con Mario Di Gregorio, ha riunito studiosi e saggisti per riflettere su un tema che continua a dividere: l’Unione Europea come progetto politico ed economico e la questione dell’identità culturale dei popoli.
Al centro dell’incontro, il pensiero di Ida Magli, autrice del saggio “La dittatura europea”, in cui denunciava quella che definiva una progressiva perdita di sovranità culturale e spirituale dell’Europa, a favore di una struttura tecnocratica fondata prevalentemente su parametri economici.
Cosimo Massaro ha richiamato il concetto di “ingegneria sociale” evocato dalla Magli, sottolineando come la costruzione europea, a partire dai trattati di Maastricht fino a Lisbona, abbia messo in secondo piano le radici storiche greco-romane e cristiane. Secondo questa lettura, la mancanza di un riconoscimento esplicito delle radici culturali nei trattati costitutivi avrebbe segnato una frattura simbolica profonda.
Il dibattito ha toccato anche il tema della sovranità monetaria, con il riferimento alle posizioni del professor Giacinto Auriti, che negli anni Novanta sollevò interrogativi sul meccanismo dell’emissione monetaria e sul ruolo dell’euro nel ridefinire i rapporti economici tra Stati e cittadini.
Il professor Pierfranco Bruni ha offerto una chiave di lettura più ampia, collocando il pensiero di Ida Magli in una prospettiva geopolitica tra Oriente e Occidente. La crisi europea, secondo questa visione, non sarebbe soltanto economica, ma culturale e spirituale: una crisi di contenuti prima ancora che di bilanci. Senza identità e tradizione, ha sostenuto, una realtà geopolitica rischia di perdere il proprio orientamento.
Roberto Russano ha ampliato la riflessione al presente, parlando di transizioni epocali: intelligenza artificiale, conflitti internazionali, controllo digitale. Dinamiche che, a suo giudizio, ripropongono le preoccupazioni espresse dalla Magli rispetto ai processi di globalizzazione e alla concentrazione del potere in organismi sovranazionali. Il tema del dissenso e del pensiero critico è stato affrontato come elemento essenziale di una democrazia viva.
Uno dei passaggi più intensi della serata ha riguardato l’eredità culturale. Tradizione non come nostalgia, ma come fuoco vivo, capace di generare futuro. Identità non come chiusura, ma come consapevolezza di sé nel rispetto delle altre identità. Un concetto ribadito più volte: senza sapere chi si è, è difficile dialogare con il mondo.
Il messaggio rivolto ai giovani è stato chiaro: coltivare il discernimento, studiare, leggere, non accettare passivamente narrazioni preconfezionate. Ricostruire un legame tra generazioni, recuperare memoria storica, formare coscienze libere.
A chiudere l’incontro, un richiamo al ruolo dell’intellettuale secondo Ida Magli: non rassicurare, ma disturbare; non conformarsi, ma interrogare il potere; difendere la libertà della coscienza e il pensiero critico.
In un tempo segnato da trasformazioni rapide e spesso disorientanti, il dibattito di Martina Franca ha riportato al centro una domanda di fondo: quale Europa vogliamo? Un’Europa dei trattati e dei parametri o un’Europa dei popoli e delle culture?
Idea News continuerà a raccontare questi momenti di confronto, convinta che il pluralismo delle idee sia il primo presidio di ogni società libera.






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