Oscurare il sole per raffreddare il pianeta. Non è il titolo di un film di fantascienza, ma il cuore di un dibattito sempre più concreto: la geoingegneria solare.
Di questo e di molto altro si è parlato ai microfoni di Idea News, nell’intervista realizzata dall’ingegner Mario Di Gregorio con l’avvocato Francesca Donato, già europarlamentare nella nona legislatura.
Secondo Donato, il tema non sarebbe più soltanto teorico. Nel corso dell’intervista ha parlato di tecnologie già esistenti e in fase di sperimentazione, citando progetti che prevedrebbero il rilascio di particelle riflettenti nella stratosfera con l’obiettivo di ridurre l’irraggiamento solare.
Una prospettiva che, a suo avviso (e anche nostro), presenta rischi enormi: alterazioni dei regimi delle piogge, squilibri climatici, possibili tensioni geopolitiche nel caso in cui singoli Stati o soggetti privati agissero unilateralmente.
Nel colloquio si è fatto riferimento anche a iniziative finanziate da grandi fondi internazionali e alla questione della trasparenza. Donato ha sottolineato la necessità di una moratoria internazionale e di un accordo multilaterale che coinvolga Occidente e Oriente, evidenziando quanto sia complesso ottenere un consenso globale su temi di questa portata.
Un passaggio rilevante dell’intervista riguarda il cosiddetto cloud seeding, tecnica di inseminazione delle nuvole per provocare piogge artificiali, già utilizzata in diversi Paesi. Secondo Donato, l’uso non calibrato di queste tecnologie potrebbe generare conseguenze imprevedibili.
Ma l’intervista non si è fermata al clima.
Si è allargata a un tema più ampio: il rapporto tra decisioni strategiche, istituzioni europee e sovranità nazionale. Richiamando anche il suo libro Welcome to Paradise, Donato ha parlato di un divario tra ciò che viene comunicato ai cittadini e ciò che avverrebbe nei processi decisionali europei, citando questioni come conflitti di interesse, pressioni lobbistiche e scarsa trasparenza.
Nel finale, il confronto si è spostato su identità digitale e moneta digitale. Secondo l’ex europarlamentare, si starebbe assistendo a un progressivo ridimensionamento della sovranità democratica, già compromessa – a suo giudizio – dall’adesione all’Unione Europea e all’Eurozona.
Un’analisi netta, che invita a una riflessione sul ruolo dei Parlamenti nazionali e dei cittadini in scelte che riguardano clima, energia, finanza e diritti fondamentali.
Al di là delle posizioni espresse, l’intervista pone una questione centrale: innovazione e progresso possono procedere senza trasparenza e controllo democratico?
Idea News continuerà a dare spazio a voci e analisi su temi che incidono sul futuro collettivo, con un approccio che mette al centro il dibattito pubblico e il diritto dei cittadini a essere informati.
Ascolta l’intervista audio completa qui:






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