Assistenza domiciliare: «In Puglia i pazienti fragili costretti in ospedale per una terapia che potrebbero fare a casa», la denuncia di Rocco Monaco (Utelit Consum)


Il presidente nazionale di Utelit Consum denuncia limiti orari e graduatorie dell’Assistenza Domiciliare Integrata in Puglia e chiama in causa Regione, ASL e Consiglio regionale: «Costringere un paziente al ricovero per una terapia che potrebbe ricevere a casa è uno spreco oltre che un problema di dignità»


L’Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, sotto la guida del suo Presidente Nazionale Rocco Monaco, solleva una grave criticità che colpisce quotidianamente centinaia di cittadini e famiglie fragili in tutta la Regione Puglia: le inefficienze strutturali e i limiti orari dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Attualmente, persone in condizioni di estrema fragilità e non autosufficienza si trovano non solo costrette ad affrontare liste d’attesa e graduatorie per accedere alle cure a casa, ma devono anche fare i conti con un servizio erogato esclusivamente nella fascia oraria tra le 07:45 e le 13:30.


Una situazione che, secondo Utelit Consum, finisce per produrre un vero e proprio paradosso: quando una terapia non può essere garantita a domicilio negli orari necessari, l’alternativa diventa il ricovero ospedaliero, con conseguenze per il paziente e costi ben più elevati per la collettività.
 

Il confronto con le altre Regioni: «E poi ci vogliamo paragonare al Nord?»


Come fermamente evidenziato dal Presidente Nazionale Rocco Monaco: «Ci riempiamo spesso la bocca di grandi proclami, ma poi ci vogliamo davvero paragonare alle Regioni del Nord?».


Mentre in diverse realtà italiane, come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Piemonte, l'Assistenza Domiciliare è ampiamente strutturata fino alle ore 20:00 e prevede la copertura o pronta reperibilità H24 (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per i pazienti ad alta complessità e per la somministrazione di terapie salvavita, in Puglia il servizio si interrompe a metà giornata.

Un'organizzazione così rigida genera, secondo l’associazione, un paradosso insostenibile per la salute dei pazienti e per la stessa organizzazione sanitaria: terapie che potrebbero essere somministrate a domicilio rischiano di trasformarsi nella necessità di un ricovero ospedaliero.


Per Monaco il problema, dunque, non riguarda soltanto l’estensione dell’orario di un servizio, ma investe direttamente il modello di assistenza riservato alle persone più fragili e il modo in cui vengono utilizzate le risorse della sanità pubblica.


Le richieste ufficiali a Regione, ASL e Consiglio Regionale


Attraverso questa nota ufficiale, il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, Rocco Monaco, invia una segnalazione formale diretta al Presidente Antonio Decaro, all'Assessore Donato Pentassuglia, a tutti i Consiglieri Regionali e ai Direttori Generali delle ASL pugliesi, chiedendo di azzerare questo divario e adeguare la sanità pugliese agli standard delle regioni più avanzate d'Italia mediante:

  • L'eliminazione delle graduatorie di blocco per le prestazioni ADI a favore dei pazienti ad alta complessità e fragilità;

  • L'estensione della copertura oraria dell'ADI alle fasce pomeridiane e serali, almeno fino alle ore 20:00 e con turnazione/reperibilità H24 per le terapie infusionali complesse;

  • L'istituzione di un servizio rapido di continuità terapeutica ospedale-territorio per la gestione dei farmaci ad uso ospedaliero a domicilio.

«Non è ammissibile che la mancanza di un turno infermieristico pomeridiano trasformi gli ospedali pugliesi in parcheggi per terapie che in altre Regioni d'Italia vengono eseguite comodamente a casa H24. Chiediamo alle autorità sanitarie e ai consiglieri regionali risposte immediate e un piano di riorganizzazione dell'ADI che metta davvero al centro la dignità del paziente e l'uso efficiente delle risorse pubbliche», dichiara con forza il Presidente Nazionale Rocco Monaco.

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