Immaginazione come libertà assoluta, pessimismo attivo e l'arte di creare
senza il peso delle aspettative. Una conversazione profonda con uno degli
artisti più visionari della musica italiana.
L'orbita non è fuga: è trovare il proprio spazio
Come Mina scelse la Svizzera, Caparezza ha scelto l'orbita. Non un ritiro, non un rifiuto del mondo, ma — come lui stesso precisa con la chiarezza che lo distingue — «la presa di una distanza sana e necessaria per poter osservare». Una distinzione che non è solo semantica: il disco precedente parlava di fuga, di intrappolamento, di bisogno di cambiamento. Orbit Orbit è un altro passo: «C'è più positività, più propositività. La situazione è questa, fuggire comunque non porta a nulla».
«Non l'ho vista come un distacco dalle persone o dal mondo. L'ho vista piuttosto come la presa di una distanza sana e necessaria per poter osservare e per potersi ritagliare un proprio spazio all'interno del quale sia possibile vivere nel modo che teniamo opportuno — e questo non nega la possibilità di riavvicinarsi.»
Persona introversa per propria ammissione, Caparezza racconta di amare i momenti di solitudine e di non sentirsi a disagio nell'eclissarsi dalla scena: «Per me è una sensazione piacevole. Mi piace il punto di vista dell'osservatore, piuttosto che di chi si mette al centro dell'attenzione». La televisione? Un «compromesso necessario» per far sapere che il disco esiste, niente di più. Il successo di Verità Supposte, il suo primo vero exploit, non è arrivato dagli studi televisivi ma dai palchi — dalle pizzerie ai locali, dal gettare consumazioni dal palco per avvicinare la gente, fino a quando la voce sul concerto si era già sparsa da sola.
«La libertà più importante della mia vita»
Il cuore filosofico di Orbit Orbit è un'ode all'immaginazione. Non come evasione romantica, ma come unica forma di libertà davvero assoluta: «Non è stata né ingombrante né invasiva, ce n'è stata tantissima nella mia vita e non riesco a immaginare una vita senza». L'album si costruisce attorno a questo principio: si va altrove con la mente per creare qualcosa che poi si riporta, fisicamente, nella realtà da cui si è partiti.
«Esiste un tipo di libertà assoluta che è quella dell'immaginazione — e questa è stata la libertà più importante delle mie libertà su questa terra.»
La bellezza di chi ha vissuto: più vita di un germoglio
Uno dei brani di Orbit Orbit porta in sé una delle immagini più dense dell'album: la bellezza di una foglia secca. Caparezza la spiega con la stessa precisione con cui De Crescenzo diceva che «nel computo degli anni non valgono i giorni uguali»: la bellezza non risiede nella quantità di anni vissuti, ma nella qualità — «a quante prove ci sono arrivate nella nostra vita, quante le abbiamo superate, quante ci hanno fatto soccombere». La storia di ognuno di noi è un'altalena di momenti che la rendono personale e affascinante.
«A 50 anni suonati, paradossalmente hai più cose da dire ancora di quando ne avevi 20, perché ne hai vissute tante. Questa immagine della foglia secca, che ha più vita di un germoglio — l'ho usata anche in forma consolatoria, parlandomi addosso.»
Se c'è una confessione inaspettata nell'intervista, è questa: Caparezza si dichiara senza esitazione pessimista. Non nel senso del cinismo nichilista, ma di chi, dopo anni, è «abbastanza convinto che sia difficile una vera evoluzione reale, che siamo a un'impasse continua». I rapporti sociali cambiano, l'afflato politico cambia, le situazioni nel mondo cambiano — ma «rimane sempre alto il conflitto costante tra persone, tra stati».
«C'è uno scisma tra i pessimisti: c'è il pessimista che si rassegna e il pessimista che, pur sapendo che le cose difficilmente cambieranno, cerca di migliorarsi. Io sono il secondo.»
Creare senza aspettative: l'insegnamento più importante
Quando Orbit Orbit è stato concluso, Caparezza «non aveva la benché minima idea di che reazione avrebbe potuto suscitare — neanche lontanamente. Lo sentiva come un disco troppo lontano, troppo diverso da tutto quello che aveva fatto. Era «pronto a qualsiasi tipo di risultato». E questa, dice, «è forse la condizione ideale: è la sensazione che si prova con un'opera prima. Ci si butta e si vede, è come un sasso buttato in un lago — bisogna capire quanti cerchi farà». I cerchi di questo disco si sono espansi, inaspettatamente, abbastanza in là.
«Ho soddisfatto me e basta. Se non va, pazienza. Questo non può essere un mestiere da fare con la pressione delle aspettative.»
Orbit Orbit: disco, fumetto e live
Orbit Orbit non è solo un album: è un progetto doppio, disco + fumetto, acquistabile in tutti i circuiti di vendita fisici e disponibile in versione streaming. Ma Caparezza è «un'anomalia»: vende molti più dischi fisici di quanto i risultati su Spotify lascerebbero supporre. Il fascino della carta, dice, «è il fascino del vinile». Le date del tour sono su caparezza.com e sul suo unico social gestito di persona: Instagram.





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