Analisi del progetto pilota ministeriale e le azioni legali intraprese dall'associazione Trilli - La Gente Come Noi APS
Idea News Magazine • Inchiesta & Sanità Pubblica • 5 Agosto 2026
Il dibattito sulla gestione delle emergenze epizootiche negli allevamenti intensivi si arricchisce di un nuovo ed articolato capitolo. Al centro dell'attenzione vi è il progetto pilota di vaccinazione preventiva per l'influenza aviaria ad alta patogenicità, promosso dal Ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). L'iniziativa, focalizzata principalmente sui settori dei tacchini da carne e delle galline ovaiole nelle aree ritenute ad alto rischio epidemiologico (come Veneto e Lombardia), nasce con l'intento dichiarato di proteggere il patrimonio zootecnico e garantire la continuità operativa della filiera.
Tuttavia, il provvedimento ha sollevato riserve e richieste di chiarimento da parte del mondo civico e giurisprudenziale. Tra le realtà in prima linea figura l'associazione Trilly - La Gente Come Noi APS, con sede a Terni in via delle Palme 12. L'organizzazione, presieduta dalla professoressa Paola Persichetti, ha intrapreso un'intensa attività istituzionale avvalendosi degli strumenti del diritto amministrativo e dell'accesso civico generalizzato (FOIA) per esaminare la documentazione tecnica e le implicazioni normative collegate alla campagna vaccinale.
Trasparenza Amministrativa e Inquadramento del Progetto Pilota
Un aspetto cruciale sollevato dall'associazione riguarda la natura giuridica e scientifica delle operazioni in corso. Se a livello nazionale il progetto è stato declinato dalle autorità competenti prevalentemente come una verifica logistico-procedurale delle dinamiche di somministrazione sul campo, la documentazione notificata alla Commissione Europea (DG SANTE) in data 6 maggio 2026 ne specifica l'obiettivo di completare la valutazione scientifica sull'efficacia della vaccinazione in condizioni operative reali ("conditions of field").
Sotto il profilo farmacologico, i protocolli prevedono l'impiego di vettori virali ricombinanti (nello specifico la linea RHVTH5, basata sull'herpesvirus del tacchino), classificati sotto il profilo normativo europeo nell'ambito dei prodotti biotecnologici trattati dalla Direttiva 2001/18/CE relativa all'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati. A seguito di un'istanza d'accesso agli atti (riscontro PEC prot. 0020738 del 10 luglio 2026), il Ministero della Salute ha precisato di fare riferimento, per i profili tossicologici e per i tempi di sospensione (fissati a zero giorni), alle valutazioni ufficiali rilasciate dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), applicabili ai farmaci veterinari regolarmente autorizzati al commercio.
Punto di Vista Giuridico: L'azione di controllo diffuso promossa dal terzo settore punta a verificare la completa aderenza tra i dossier autorizzativi europei, le garanzie sul piano del principio di precauzione e le informative rese pubbliche lungo l'intera filiera agroalimentare.
Regolamentazione dei Flussi Commerciali e Mercato Interno
La gestione sanitaria delle patologie animali si intreccia strettamente con gli equilibri del commercio internazionale. In conformità con le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH) e secondo quanto previsto dal provvedimento ministeriale del 5 maggio 2026 (art. 1, comma 6), la movimentazione e l'esportazione degli animali vaccinati, delle relative carni e dei prodotti derivati verso i Paesi terzi e diversi partner europei sono soggette a specifiche restrizioni doganali. Tali misure sono adottate dagli Stati importatori al fine di preservare il proprio status epidemiologico di paesi indenni da vaccinazione.
Di conseguenza, la commercializzazione dei lotti interessati dal progetto pilota è destinata in via esclusiva al mercato interno italiano. La motivazione tecnica alla base di tali barriere risiede nella natura dei vaccini a vettore virale che, pur riducendo la sintomatologia clinica e il tasso di mortalità negli allevamenti, consentono una potenziale circolazione o escrezione del virus selvaggio (fenomeno noto come silent shedding), richiedendo rigidi sistemi di tracciabilità.
Informazione al Consumatore e Prospettive Legali
L'ultimo tassello della complessa vicenda riguarda la comunicazione al consumatore finale presso i punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Attualmente, il quadro normativo dell'Unione Europea — in particolare il considerando 16 del Regolamento (CE) n. 1829/2003 — esenta dall'obbligo di etichettatura OGM i prodotti alimentari (quali carne e uova) derivati da animali trattati con medicinali veterinari biotecnologici, distinguendoli dai cibi prodotti "da" OGM.
L'associazione Trilly APS, invocando l'articolo 32 della Costituzione, il Codice del Consumo e l'articolo 8 del Regolamento (CE) n. 178/2002 sulla trasparenza delle informazioni alimentari, ha notificato atti di diffida ai vertici della distribuzione. L'obiettivo è richiedere l'adozione volontaria di un'etichettatura trasparente di filiera che indichi la provenienza dei prodotti da allevamenti aderenti al piano vaccinale pilota. L'associazione ha preannunciato che, in assenza di riscontri volti ad incrementare il livello di informazione all'acquisto, adirà le sedi giurisdizionali e gli organi di vigilanza competitivi (inclusi i Carabinieri NAS) per valutare eventuali profili di difformità commerciale o frode nell'offerta al pubblico.
La questione rimane aperta e pone al centro del dibattito pubblico il delicato equilibrio tra la tutela della santé animale, la sostenibilità economica delle aziende avicole e il diritto dei cittadini a una scelta alimentare pienamente consapevole.
Ascolta l'intervista integrale audio
Ospite: Prof.ssa Paola Persichetti (Presidente Trilli APS) | Conduce: Ing. Mario Di Gregorio (Idea News Magazine) ▶ 00:00 / 11:59 — Intervista audio rilasciata il 5 Agosto 2026
FAQS: VACCINAZIONE AVIARIA IN ITALIA E AZIONI CIVICHE
1. Che cos'è il progetto pilota sulla vaccinazione aviaria?
2. Quali vaccini vengono impiegati e cosa è emerso dal FOIA?
3. Ci sono limitazioni alla vendita delle carni e delle uova?
4. Cosa prevede l'etichettatura nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO)?
- L'Inchiesta: L'associazione Trilly - La Gente Come Noi APS (presieduta dalla Prof.ssa Paola Persichetti) ha analizzato la documentazione ministeriale tramite accesso civico (FOIA).





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