Per comprendere il clima surreale che si è respirato in città, bisogna fare un passo indietro. La presidenza del Consiglio e i vertici di Fratelli d'Italia avevano individuato fin da luglio la Fiera del Levante come la location ideale per la propria prova di forza: un luogo iconico per testare il consenso della maggioranza nel Mezzogiorno. Bari si è divisa in due fazioni contrapposte venerdì 4 settembre 2026, trasformandosi nel palcoscenico di un singolare corto circuito tra musica d'autore, politica istituzionale e accese contestazioni di piazza.
Da una parte la kermesse di Fratelli d'Italia per celebrare il record del governo più longevo della storia repubblicana guidato da Giorgia Meloni; dall'altra, a pochissima distanza, il concerto evento del rapper molfettese Caparezza alla Fiera del Levante, tornato a esibirsi nella sua terra natia dopo quattro anni di assenza.
Lo "sfratto" della Fiera e la caccia alla location
Due palchi a un tiro di schioppo: la retorica del potere e il riscatto della piazza
La nostra inviata era lì, a muoversi tra due mondi separati da poche decine di metri ma distanti anni luce per linguaggio e visione.
Nell'area portuale, blindata e patinata, Giorgia Meloni è salita sul palco per rivendicare con forza i quattro anni del suo esecutivo, celebrando un record di stabilità rivendicato come vittoria storica di fronte a una platea di militanti giunti da tutto il Sud. Nel suo intervento, la Premier ha difeso le riforme strategiche, l'impianto della manovra e la centralità ritrovata dell'Italia nello scenario internazionale, rivendicando proprio la scelta di Bari come capitale simbolica di un Mezzogiorno non più "assistito" ma propositivo.
A fare da contorno a questa narrazione trionfalistica, però, c'era un vuoto istituzionale imbarazzante: l'assenza totale dei vertici locali e regionali. Nessun invito ufficiale era stato recapitato al sindaco di Bari Vito Leccese né all'ex primo cittadino e oggi eurodeputato Antonio Decaro. Una sgarbo istituzionale ribadito dallo stesso Leccese, che ha polemicamente augurato alla Premier un "benvenuta nella città dell'accoglienza", sottolineando come la politica vera non debba omologare il pensiero ma rispettare la dignità di ogni voce.
La risposta di Caparezza e l'ironia sociale sul palco
Spostandosi alla Fiera del Levante, l'atmosfera era diametralmente opposta. Davanti a oltre diecimila spettatori che hanno registrato il sold-out in poche ore, Caparezza ha trasformato il suo concerto in un vero esercizio di critica sociale e libertà intellettuale.
Senza mai cadere nella sterile provocazione di partito, l'artista molfettese ha scagliato i suoi dardi poetici contro il conformismo, la retorica della forza e le contraddizioni del potere contemporaneo.
Con un set visivamente potente e una scaletta ricca dei suoi brani storici e recenti, Caparezza ha ricordato al pubblico l'importanza del pensiero critico, smontando pezzo per pezzo le narrazioni trionfalistiche con l'arma del sarcasmo e dell'ironia. Il pubblico della Fiera ha risposto con un'ovazione continua, trasformando il live nel vero cuore pulsante e pensante della serata.
Le piazze della protesta e il caos mobilità
La giornata non è stata soltanto una sfida a distanza tra musica e comizi. La presenza della Premier ha innescato la reazione dei movimenti di opposizione. Un corteo di protesta composto da circa mille manifestanti ha sfilato per le vie di Bari al grido di "Meloni vattin!". Tra bandiere pro-Palestina, striscioni e cori contro le politiche governative, le forze dell'ordine hanno dovuto presidiare l'intero quadrante cittadino per evitare contatti tra le diverse fazioni.
L'afflusso combinato di militanti politici, fan di Caparezza provenienti da tutto il Sud Italia e il rientro degli atleti impegnati nei concomitanti Giochi del Mediterraneo ha messo a dura prova la logistica locale. La città ha dovuto varare un piano straordinario di modifiche alla viabilità, mentre l'aeroporto di Bari Palese ha registrato una giornata critica con un picco di circa 26.000 passeggeri, costringendo le autorità aeroportuali a invitare i viaggiatori a recarsi ai terminal con larghissimo anticipo.





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